È la sofferenza – la sofferenza innocente – a frantumare il muro dell’indifferenza nei confronti del problema dell’al-di-là. La realtà della sofferenza innocente è il nervo scoperto della domanda metafisica e costringe a scegliere tra l’assurdo e la speranza. Ed è proprio sullo scoglio, purtroppo continuamente in agguato, della sofferenza innocente che è naufragata la fede di tanti credenti, la loro speranza in un Dio onnipotente e giusto. «Se tutti devono soffrire per comprare con le loro sofferenze un’armonia che duri eternamente, cosa c’entrano però i bambini?». Questo si chiede Ivan Karamazov. E prosegue: «Finché sono in tempo… mi rifiuto assolutamente di accettare questa armonia eterna. Essa non vale le lacrime nemmeno di quell’unica creaturina che si batteva il petto col piccolo pugno e pregava il “buon Dio” nello stanzino puzzolente. Non le vale, perché quelle lacrime sono rimaste senza riscatto. Io non voglio nessuna armonia, per amore dell’umanità non la voglio. Non è ch...
a cura di Antonello Lotti